giovedì, ottobre 16, 2008

Cantiere a Murta bassa: aggiornamento 2008

Ci siamo, le case nuove che avevo fotografato quando ancora non esistevano sono quasi finite!
A me proprio non piacciono e non capisco come sia possibile che con tutti i piani regolatori e paesaggistici che abbiamo, sia consentito costruire delle case totalmente fuori dal contesto urbanistico circostante...
(che oltretutto vengono vendute a prezzi astronomici---pare siano case ecosostenibili...)
E che non mi vengano a dire che intanto ci sono anche tutti i condomini più in basso, che certo belli non sono! Li vedo anche io i condomini, ma speravo che tutti li considerassero una conseguenza dell'abusivismo edilizio deglia nni 60, non una giustificazione per evitare di mettersi una mano sulla coscienza prima di costruire ancora...

lunedì, ottobre 06, 2008

L´Italia mangiata dal cemento

Tanto per dimostrare che non è solo una mia impressione...

L´Italia mangiata dal cemento, spariti 3 milioni di ettari verdi
di Carlo Petrini - 05/10/2008

Fonte: La Repubblica

Che effetto vi farebbe se vi dicessero che su tutto il territorio del Lazio e dell´Abruzzo non esiste più un solo filo d´erba, neanche un orto; che le due Regioni sono state completamente, e dico completamente, cementificate? Sono sicuro che la maggioranza degli italiani inorridirebbe.
Forse avrebbero una reazione un po´ diversa tutti quelli che a vario titolo sono invischiati in speculazioni edilizie.
O gli amministratori che devono fare cassa con gli oneri di urbanizzazione, ma credo, anzi spero, che non siano i più.

Se invece siete tra i più, sentite questa: negli ultimi 15 anni, se si fa un confronto tra i censimenti agricoli del 1990 e del 2005, in Italia sono spariti più di 3 milioni di ettari di superfici libere da costruzioni e infrastrutture, un´area più grande del Lazio e dell´Abruzzo messi insieme. Poco meno di 2 milioni di ettari erano superfici agrarie. Però nessuno sembra inorridire. Forse sarà a causa di una mentalità diffusa secondo la quale se non si costruisce non si fa, non c´è progresso economico. E questo lo dimostrano i programmi elettorali e la composizione delle liste stesse, soprattutto quelle relative alle elezioni amministrative: fateci caso, sono sempre infarcite di soggetti con evidenti interessi nell´edilizia. Sarà un caso?

Dal 1950 a oggi abbiamo perso il 40% dei territori liberi nel nostro Paese, negli ultimi anni il consumo medio annuo è addirittura cresciuto rispetto agli anni passati, quelli del boom economico (ed edilizio). Non ci sono solo gli "eco-mostri", tanti, che urlano con violenza tutta la loro protervia (sintomo di grande ignoranza) nel deturpare paesaggi e luoghi incantevoli lungo coste, colline e montagne del nostro Paese.
Ci sono tanti "eco-mostriciattoli", e c´è tutta una tendenza a fuggire dall´ambiente urbano, sempre più brutto, caotico e poco salutare, per riparare in campagna, a colpi di villette che mangiano terreno utile alla produzione di cibo e tirano pugni in quegli occhi che ancora cercano bellezza. Prendiamo poi in considerazione l´edilizia per le attività produttive, dalle schiere di scatoloni di cemento che si snodano ininterrotte lungo molte nostre strade, fino al piccolo capannone isolato che abbagliati imprenditori ergono alle pendici (se non proprio in cima, perché nella mia Langa succede anche questo) di una collina particolarmente bella.

L´Italia è al primo posto in Europa per la produzione e il consumo di cemento armato, 46 milioni di tonnellate l´anno: le cave legali e abusive hanno un impatto paesaggistico tremendo, e i cementifici inquinano molto, mangiandosi vigne, campi coltivati, boschi, o compromettendo l´ecosistema di quelli viciniori che gli sopravvivono. Il tutto per foraggiare la costruzione selvaggia di villette a schiera, outlet, depositi e quant´altro.
Non posso che sottoscrivere le parole di Giorgio Bocca quando, trovatosi a percorrere l´autostrada tra Milano e Firenze, scrive: «Il primo tratto tra Milano e Lodi si merita questo titolo: la scomparsa del paesaggio. La pianura del Po, "la più fertile e ricca regione d´Europa", come diceva quel re di Francia di nome Enrico, illustre invasore, la pianura dei pioppi e delle marcite, dei fontanili che sgorgano nei prati di erba medica, il paese di Bengodi, delle montagne di cacio e di ravioli, dei campanili svettanti nel verde, delle abbazie e delle cattedrali, dei battisteri policromi, degli Stradivari e dei culatelli è scomparso, sommerso da una distesa ininterrotta di fabbriche e fabbrichette».

Non c´è limite al brutto, al volgare, ed è giusto paragonare l´inghiottimento di un battistero policromo alla scomparsa di un prodotto gastronomico tradizionale. Riporto un´altra volta il dato: quasi 2 milioni di ettari di suolo agricolo sono spariti, come dire l´intero Veneto. Se da una parte ci scandalizziamo giustamente perché sparisce il bello - e viva le iniziative meritorie, come ad esempio quelle del FAI e di Legambiente, che ci documentano con regolarità le brutture peggiori e sanno coinvolgere i cittadini nella denuncia - la morte dei suoli agricoli sembra invece non interessare. È uno dei più grandi mutamenti che il nostro Paese ha subito nel secondo dopoguerra e non accenna a diminuire: sparisce la campagna, insieme ai contadini, si perdono spesso i terreni più fertili in pianura e in prima collina.
Gli appezzamenti che resistono sembra che stiano lì, in attesa che qualcuno ci speculi su, perché diciamolo pure: non c´è bisogno di nuove case, l´edilizia è soltanto un´opportunità di investimento per chi già possiede bei capitali.

Il suolo, se non muore a colpi di fertilizzanti e pesticidi, sparisce: se la sua tutela non entrerà presto a far parte dell´agenda politica delle amministrazioni sarà ora che ci sia una mobilitazione popolare in sua difesa. È uno scempio senza fine, che pregiudica la qualità delle nostre vite in termini ecologici e anche gastronomici. Sì: gastronomici, perché ne va anche del nostro cibo, della sua qualità, della sua varietà e della possibilità di poterlo comprare senza che provenga da un altro continente, con tutti gli enormi problemi che ne conseguono.

L´ambiente è un diritto garantito dalla nostra Costituzione e non può esserci tutela dell´ambiente senza tutela del mondo rurale, sia per quanto riguarda la sua produttività, sia per quanto riguarda la sua bellezza. Gli enti locali fanno poco, anzi proprio loro vedono nell´edificabilità dei terreni agricoli e dei suoli liberi una via per fare quadrare i propri bilanci. La politica di Palazzo non se ne cura, e se pare normale da parte di chi governa e ha costruito le sue fortune proprio sull´edilizia, il silenzio dell´opposizione sulla tutela dei terreni agricoli diventa sempre più assordante. Il problema infatti è più che mai politico, oltre che etico e culturale.

Mancano delle politiche di territorio, come per esempio accade invece in Germania, dove per legge si cerca di riutilizzare aree già consumate e dimesse piuttosto che invadere nuovi campi, nuovo suolo, nuova agricoltura, paesaggi.
Inoltre, i tedeschi, cercano di compensare nuove occupazioni andando ad agire su altre aree, con interventi di permeabilizzazione o naturalizzazione (contro il dissesto geologico, piantando nuovo verde). Tutto questo lo fanno senza rinunciare all´occupazione in edilizia, e certo senza aumentare il numero dei senzatetto.
È solo questione di organizzazione, di razionalizzazione, e soprattutto di sentire il problema, che è gravissimo.
So che anche in alcune Regioni ci sono stati alcuni isolati interventi normativi tesi a migliorare la situazione ma bisogna per forza fare di più. Che si favorisca con incentivi la distruzione di obbrobri costruiti negli anni ?60 e già fatiscenti per riedificarci sopra qualcosa di bello, che si realizzino recuperi dell´archeologia industriale o di quelle aree urbane fortemente degradate: il lavoro per i costruttori non mancherebbe di certo.

Che si tutelino per legge le aree rurali più importanti, come fossero Parchi Nazionali.
Lasciate stare i suoli agricoli, sono una risorsa insostituibile, pulita, bella e produttiva. Sono il luogo che ci fa respirare, che riempie gli occhi, che ci dà da mangiare e che custodisce la nostra memoria, la nostra identità. Continuare a distruggerli, dopo tutto lo scempio che è già stato fatto, non è da Paese civile e un Paese civile dovrebbe predisporre i giusti strumenti di tutela per dare più scuse a chi lo fa.

venerdì, ottobre 03, 2008

2008: E zucca sia

Cambia il clima, cambiano i governi, crolla l'economia globale, ma potete contare sempre sull'appuntamento con le zucche di Murta...

E' passato quasi un anno e, va bene non avrò tempo per recuperare gli 11 mesi passati, ma non posso mancare di ricordarmi che tra poco nella ridente località che mi ha dato i natali ritorna la colorata Festa della Zucca!

Accorrete numerosi, ma non troppo affamati perchè potreste diventare aggressivi...

Si consiglia di fare in modo di giungere in loco in largo anticipo, soprattutto se la giornata è soleggiata. Oppure di fare un'abbondante colazione prima di uscire di casa, in modo da poter assaporare con calma le delizie a base di zucca, senza preoccuparsi troppo delle code e della gente :)

Un anno di pensieri


Per chi lavora quasi 9 ora al giorno quasi tutti i giorni è quasi impossibile aggiornare un blog personale... anche se sta tutte le sante ore di lavoro davanti al computer...

Quel che resta da fare è pensare al proprio blog: quando vedi uno scorcio panoramico immagini come starebbe bene quella foto sul tuo blog... L'ennesimo obrobrio architettonico-paesaggistico? Che soddisfazione sarebbe condividere la rabbia senza sfogo sul tuo blog... Ma quanto tempo è che non aggiorno il mio blog???

lunedì, novembre 19, 2007

La fine delle zucche


Finita la festa, i visitatori se ne vanno e rimangono le zucche...
Veramente freddo quest'anno a Murta, ma gli amanti della cucurbitacea non si sono scoraggiati. Del resto, una volta raggiunta faticosamente la meta, sarebbe stato sciocco perdersi d'animo per la temperatura pungente. E poi con tutta la gente che c'era, l'effetto stalla era formidabilmente efficace.
Anche quest'anno sorprendentemente non ci sono stati feriti nè accoltellamenti di fronte al banco dei panetti e delle torte salate. Sarà perchè c'erano i numeri da ritirare...ma allora perchè c'era lo stesso tutta quella gente ammassata al bancone?

Sono tanti i quesiti che mi rimangono in mente ogni anno e mi dimentico di risolvere...
All'anno prossimo allora...

...Ma non resisto: qualcuno sa dirmi che fine fa dopo la mostra la zucca gigante??!!??

lunedì, ottobre 29, 2007

Attenzione! Zucche in arrivo




Mancano pochi giorni ormai all'invasione delle zucche.
Parlo della tradizionale Festa (anzi Mostra!) della Zucca di Murta.

Come ogni anno la ridente località polceverasca verrà invasa da un'orda di visitatori affamati che si spingono fino a qui per degustare le celebri delizie gastronomiche a base di cucurbitacee.
Ma non ci sono solo crostate, panetti, ravioli e torte (:P).
Anzi, la tradizionale Mostra era nata e continua ad avere successo soprattutto come palcoscenico degli exploit e delle bellezze della natura.
La più grossa, la più lunga, la più strana e la più bella vengono premiate anche grazie alle votazioni dei visitatori.

Per saperne di più, trovare la strada, vedere le foto, c'è un sito nuovo, molto utile, che descrive il tutto: http://www.murtaezucche.it/

Venite gente, venite!
Se volete passare una bella giornata in villeggiatura, tempo permettendo, la parrocchia di San Martino vi accoglierà a braccia aperte!

Due consigli:


  • anzichè affannarvi a prendere la corriera per raggiungere la piazza della chiesa, salite lungo le crose (la prima parte poche decine di metri dopo l'imbocco della carrabile per Murta); finita la prima scorciatoia, dopo un pezzo di asfaltata (Via A. Massuccone Mazzini), si può raggiungere la seconda crosa imboccando a destra Salita Murta.


  • E se temete la folla, venite sul presto e dopo esservi rifocillati regalatevi una bella passeggiata: proseguite dopo la chiesa in salita fino in cima (un piccolo sforzo); volendo potete imboccare Salita Carpinello e raggiungere il Circolo Arci Luigi Ratto, un bel posto! altrimenti seguite la strada pianeggiante e in corrispondenza di una biforcazione andate a sinistra...da qui in 10 minuti arrivate fino al bosco.

Pazientemente curiosando: un laboratorio a cielo aperto


L'Istituto Comprensivo Pontedecimo promuove un'interessante iniziativa per gli amanti della natura...e degli orti.
Il 5 e 6 novembre, presso il suo orto giardino, organizza una serie di eventi che dureranno tutta la giornata.
Lunedì 5 novembre si inizia alle 9.30 con lo spettacolo teatrale "Le parole dell'orto", a cura di Gloria Manaratti e Nicoletta Vaccamorta, destinato a un pubblico di età compresa tra i 3 e gli 8 anni.
Alle 11.00 i bambini dai 6 agli 11 anni circa potranno partecipare al laboratorio "Alla ricerca di elementi curiosi in un orto" guidato da Mario De Paz.
Nel pomeriggio si riprende alle 14.00 con la conversazione "Le erbe queste sconosciute" tenuta da Libereso Guglielmi, il giardiniere di Italo Calvino. Può interessare a ragazzi dai 9 ai 14 anni.
Alle 17.00 la giornata si conclude con la rappresentazione tematica, dedicata a un pubblico adulto, "Le vie dei sapori passano per l'orto: la dieta mediterranea, un patrimonio culturale dell'umanità" di Miranda Pilo.
Martedì 6 alle 17.00 Carla Ida Salviati parlerà di "Foglie, fiori, radici. Mondo vegetale e immaginario nella letteratura per ragazzi".

Ingresso gratuito.
E' obbligatoria la prenotazione, ad eccezione degli incontri tematici delle 17.00.
Rivolgersi alla Scuola Gallino: 010 714564.
Referente Maria Teresa Parodi.

L'iniziativa è a cura del laboratorio scientifico della Scuola Primaria "Natale Gallino" di Genova Pontedecimo, dell'Uff. Scolastico Regionale per la Liguria, dell'Associazione Festival della Scienza.

Fa parte dei laboratori del Festival della Scienza:
Le scuole liguri al Festival della Scienza

mercoledì, settembre 19, 2007

Immaginando com'era

Provate a immaginare come poteva essere bella la Val Polcevera un paio di secoli fa... Io ogni tanto riesco a sognare a occhi aperti e vedere come poteva essere. Soprattutto quando mi trovo sui Forti e guardo giù, oppure quando mi trovo ai Piani di Praglia e si intravedono solo colline punteggiate da piccole case e chiese.
Mi immagino i mercanti che percorrevano la Via del Sale, lungo i crinali. Fermandosi a dormire nelle osterie in cima alle ultime montagne prima di scendere lungo la valle, verso il porto.
Mi immagino che cieli stellati dovevano vedersi durante la notte completamente buia e senza lampioni e luci della città.
Mi immagino quanta paura dovevano fare i boschi e gli animali che li popolavano.
La mia immaginazione potrebbe andare avanti così per ore...
finchè poi tornando alla realtà mi rendo conto di tutto quello che ci circonda ora, di tutto quello che abbiamo e di quanto abbiamo perso.

venerdì, luglio 13, 2007

Arrampicata alla pietra grande

Arrampicatori alla Pietra Grande visti dalla strada che arriva dalle Case del Pero

martedì, marzo 20, 2007


Lo sventramento e la cementificazione della collina di Murta...
Siamo nel 2007, non negli anni '60. La crescita demografica è a zero, molte case sono sfitte e disabitate, anche a Murta!....
...mi chiedo se sia proprio necessario costruire così...
La graziosa zona della Metro e dintorni, con alcune caratteristiche costruzioni...

Colorificio a San Biagio

Altri capannoni leggermente antiestetici, ma del resto fanno paio con l'albergo, no?

Le nuove case di San Biagio

Sono finite, ma che c'azzeccano con le altre case delle colline circostanti? non siamo mica a Nervi...

lunedì, marzo 19, 2007

Nuovo ponte di Bolzaneto

2007. Fiera di San Giuseppe a Bolzaneto. A un anno dal mio post polemico sul ponte obrobrio, secondo voi lo hanno finito?
Certo che no! Però è ben dipinto di bianco...

Ma manco fosse il ponte sullo stretto di Messina!

lunedì, marzo 05, 2007

Propositività

Siccome non voglio essere sempre e solo negativa e catastrofica, aggiungerò un commento positivo...

Recentemente ho scoperto questo pittore naif, Marino Di Fazio, che nei suoi quadri rappresenta spesso le località dell'entroterra polceverasco.

Sono veramente delle visioni idilliache dei nostri paesi, e chi li conosce riesce a percepirne il calore.

Se solo potessimo rendere il paesaggio reale più simile a quello percepito dal nostro cuore!!



(Quest'immagine è tratta dal sito http://xoomer.alice.it/madifazi/crocicchio-2006.htm)

Ci stiamo adattando a vivere nel degrado?

In un anno, non molto è migliorato nella mia valle...
Il ponte nuovo di Bolzaneto è sempre in costruzione, a Murta continuano a sbancare la collina sostituendo terra con cemento e i mercati generali non sono ancora aperti (per fortuna).
Siccome mi sono trasferita in centro, non riesco più a fare molte foto alla Val Polcevera, ma mi piacerebbe continuare a denunciare l'abbandono, la devastazione edilizia e la noncuranza che prendono sempre più campo.
Nessun comitato di protesta, nessuna organizzazione ambientalista, nessuno si ribella... solo la gente borbotta, ma tra un po' nemmeno più quella... tra non molto ci si sarà abituati, inerti, anche a tutto questo...

giovedì, marzo 30, 2006

Il ponte sul Polcevera










E questo è il capolavoro finale per abbellire la nostra povera valle...

Mi chiedo chi abbia approvato il progetto di questo ecomostro.

E c'è anche chi dice che intanto Bolzaneto faceva già schifo...

Bene! Allora perchè non costruiamo ancora altre schifezze!

E' la stessa logica di quelli che buttano le cartacce per terra perchè intanto ce ne sono già altre.
Quando saremo sommersi dalle cartacce come faremo?

Che poi non è il concetto di fare un nuovo ponte che è sbagliato: il vecchio ponticello di San Francesco non ce la fa proprio più!

E' che sembra assurdo sia il punto in cui questo nuovo si collega con la strada, sia la sua linea estetica in stile architettura polacca degli anni '70.

E meno male che ci hanno pensato degli anni prima di tirarlo su!

Cantiere a Murta bassa


Questo è l'ultimo cantiere che ho trovato sul mio percorso, scendendo da Murta a Bolzaneto. E' l'area passata alle ribalta delle cronache locali per il ritrovamento di un cunicolo sotterraneo stipato di bombe e fucili risalenti alla II GM.

Anche qui villette a tutto spiano!

E vai!

Ancora villette: versante sud-est


Qui siamo nel farwest!

Sfido gli abitanti del paese a scoprire dove si trova questo nuovo set di sviluppo edilizio!

Ma continuo a chiedermi perchè tante costruzioni quando si possono ancora recuperare gli edifici già esistenti...

Una decina di anni fa sono stati fatti alcuni interventi di recupero che mi hanno resa veramente felice... e anche fiera di abitare qui.

Parlo di villa Clorinda e in seguito di molte altre case, anche più modeste, che sono state ristrutturate in modo egregio.

Invece la costruzione di nuove abitazioni dove per secoli nessuno ha posto una pietra mi da da pensare...
Ci sarà stato un motivo?

Spero che questa febbre dell'oro si arresti presto.

I mercati generali


Scendendo dal colle si avvicina la valle...
Che belli i mercati generali!
Che stile però!
E che dire dei depositi dei containers e dello svincolo autostradale?

Chi si immagina quanto aumenterà il traffico una volta che i mercati apriranno definitivamente?

Tutti se ne rendono conto, visto che bastano i compratori del weekend per ingorgare la viabilità da Bolzaneto a Sanpierdarena.

Ma il carro è stato messo davanti ai buoi e finchè non dovrà muoversi nessuno ci penserà.

Esempio: perchè non si apre il lungoargine destro sul Polcevera, che da 10 anni è bloccato allo stesso punto con i lavori?