mercoledì, settembre 19, 2007

Immaginando com'era

Provate a immaginare come poteva essere bella la Val Polcevera un paio di secoli fa... Io ogni tanto riesco a sognare a occhi aperti e vedere come poteva essere. Soprattutto quando mi trovo sui Forti e guardo giù, oppure quando mi trovo ai Piani di Praglia e si intravedono solo colline punteggiate da piccole case e chiese.
Mi immagino i mercanti che percorrevano la Via del Sale, lungo i crinali. Fermandosi a dormire nelle osterie in cima alle ultime montagne prima di scendere lungo la valle, verso il porto.
Mi immagino che cieli stellati dovevano vedersi durante la notte completamente buia e senza lampioni e luci della città.
Mi immagino quanta paura dovevano fare i boschi e gli animali che li popolavano.
La mia immaginazione potrebbe andare avanti così per ore...
finchè poi tornando alla realtà mi rendo conto di tutto quello che ci circonda ora, di tutto quello che abbiamo e di quanto abbiamo perso.

2 commenti:

Sergio ha detto...

Ciao di nuovo!
Adesso sono io quello che credeva di essere l'unico. :)
A me piace immaginarmi Genova sul finire dell'ottocento..
Un mondo più lento e per certi versi più "accogliente". Mi immagino una città costruita per l'uomo e non per essere riempita di auto. Immagino la gente passeggiare per il centro in mezzo alla strada o chiaccherare senza quella fretta che oggi ci divora.
Un mondo dove uscito dalla città ti ritrovavi in mezzo alla natura obbligato a percorrere chilometri prima di arrivare ad un altro abitato. Quella stessa natura che oggi è stata trasformata in una immensa, unica periferia di casermoni tutti uguali talmente estesa da far dimenticare le singole identità dei vari tasselli della Grande Genova... Non è che per caso hai una macchina del tempo che ti avanza? ;)

Davide ha detto...

Mi piace ricordare o almeno immaginare come erano Genova e la Val Polcevera nelle epoche passate. Mi piace a talpunto da avere una minibiblioteca sulla Genova vecchia formata da tanti paesini diversi, con ancora le mura a picco sul mare e le passeggiate panoramiche senza smog, auto, caos odierno. Ma nonostante questo penso che ogni epoca ha le sue caratteristiche. Credo che all'epoca dei carri a cavalli ci fosse chi si lamentava e ricordava con nostalgia i tempi in cui questi non intasavano ogni via. Lo dimostrano i vari "cartelli" siti nei vicoli o nella via antica romana di quarto in cui vi è scritto inciso nel marmo "vietato il transito ai carri trainati da più di 4 animali". La valpolcera è sempre stata e sempre sarà la zona industriale di Genova perchè semplicemente è la zona più pianeggiante nelle vicinanze della città. Nel passato era una selva di ciminiere fumanti fatte di mattoni, alcune rimaste come monumento fino ai giorni nostri. Io non rinnego questo, anzi ne sono orgolioso perchè Genova non sarebbe mai stata così grande senza la Val Polcevera e le sue industrie. Così è anche ora e io non mi sento di criticare perchè il passato è passato ed è inutile rimpiangerlo ma solo ricordarlo. Non posso criticare le auto quando sono il primo ad utilizzarle e non posso criticare la costruzione di nuove casette (anzi io sono felice della costruzione di nuove casette, mi lamenterei se facessero qualcosa tipo il Cige!!) quando io vivo in una casa costruita qui dopo la guerra. Chissà se qualcuno si è lamentato quando è stata costruita, ma ad abitarla ora sono tutti abitanti della valpolcevera da generazioni che non avevano più di case a disposizione e sarebbero stati obbligati a cercare in altri lidi. Io proporrei un blog in cui ci siano foto della vecchia valpolcevera, di scorci caratteristici rimasti comunque anche ai giorni nostri senza lamentarsi e volere il progresso di oggi in una città dell'ottocento.
Questa è la mia opinione da abitante della Valpolcevera conoscitore della propria storia.